Ecco le “magnifiche 20” del life science italiano secondo Nelson Advisors

Apr 17, 2026By Nelson Advisors

NA

AAVantgarde Bio, Altheia Science, BionIT Labs, Corticale, Diadem, Echolight, GreenBone Ortho, InnovHeart, KaiMed, MMI, Newronika, Paginemediche, Patchai, Qura, Resalis Therapeutics, Serenis, Sibylla Biotech, Wise Srl.

Sono le 20 aziende del life science individuate come “Future Leaders” da Nelson Advisors, società di advisory finanziario con sede a Londra specializzata in fusioni, acquisizioni, partnership e investimenti per società attive nei settori IA healthcare, healthtech e digital health  in Uk, Europa e Stati Uniti. Sono elencate nel report “20 Future Italian HealthTech and MedTech Leaders” che, oltre a una loro descrizione dettagliata, chiarisce le ragioni dell’interesse che suscitano nei confronti degli investitori. «Stanno dettando il ritmo della trasformazione digitale della sanità europea» afferma Lloyd Price, partner di Nelson Advisors.

«In Europa gran parte dell’attenzione e della copertura mediatica si concentra su Regno Unito, Francia e Germania. Noi riteniamo invece che esistano realtà di grande valore anche al di fuori dei mercati europei tradizionali, in paesi come Italia, Portogallo, Danimarca e Finlandia».

Le società indicate nel report sono possibili target per operazioni di finanza straordinaria: fusioni, acquisizioni, ma anche investimenti di venture capital. MMI (Medical Microinstruments), per esempio, nata a Pisa nel 2015, a febbraio 2024 ha chiuso un round Serie C da 110 milioni di dollari guidato da Fidelity Management & Research Company (ne abbiamo parlato qui). Resalis Therapeutics, che sta lavorando a un approccio innovativo per combattere l’obesità, a ottobre 2024 ha chiuso un round con un importante investimento da parte del colosso francese Sanofi (ne abbiamo parlato qui).

Altre aziende hanno ottime prospettive. Serenis, centro medico online dedicato al benessere mentale, per esempio, è un candidato ideale per un’acquisizione da parte di una piattaforma sanitaria paneuropea o di un fondo di private equity interessato a costruire un campione regionale. Mentre Qura (ne abbiamo parlato qui), con la sua capacità di sfruttare l’intelligenza artificiale per lo screening preventivo, è un attore rilevante per assicurazioni e grandi operatori sanitari.

Italia, un mercato strategico in cui entrare

Ma quali sono i motivi per i quali le aziende italiane delle scienze della vita risultano attraenti per le operazioni di M&A? Almeno per tre motivi secondo Price.

«Combinano una solida base scientifica a una significativa profondità industriale, con posizioni di mercato locali difendibili, a valutazioni spesso più contenute rispetto ai principali hub europe. Sono inserite in un mercato domestico ampio e sistemico (rappresentano l’11% del PIL italiano), piuttosto che in una nicchia. E rispetto al Nord Europa offrono, a fronte di un elevato livello di sofisticazione tecnica, una struttura dei costi più competitiva in termini di lavoro, infrastrutture e competenze ingegneristiche, fornendo margini di miglioramento della redditività sotto una proprietà internazionale».

«L’Italia – aggiunge inoltre il partner di Nelson Advisors – è oggi il quarto mercato europeo del medtech, con un valore stimato superiore agli 11 miliardi di euro e un’elevata incidenza della spesa sanitaria pubblica, fattori che lo rendono strategicamente rilevante per i player globali, nonostante volumi di venture capital e growth equity inferiori rispetto ai principali hub», aggiunge Price.

«Sul fronte delle operazioni di M&A, sia corporate sia di private equity, il vostro Paese sta oggi performando oltre il proprio peso: la resilienza dei volumi di deal, un ampio sistema sanitario pubblico e un significativo carico di patologie croniche, fanno sì che gli acquirenti interncazionali considerino sempre più il Paese come un mercato strategico in cui entrare, piuttosto che come un’appendice periferica».

Le scienze della vita in Italia: motore dell’innovazione

Secondo il report, l’ecosistema italiano delle scienze della vita – che comprende farmaceutica, biotech, medtech e servizi sanitari – è entrato in una fase di profonda trasformazione strutturale, da comparto a vocazione manifatturiera, caratterizzata da un insieme di produttori specializzati di alta qualità, a uno dei principali motori dell’innovazione medica europea.

Il vero cambiamento riguarda la transizione verso una sanità “intelligente”: robotica chirurgica, terapie geniche, neurotecnologie e piattaforme di prevenzione basate sull’intelligenza artificiale.

«Il comparto biotech e farmaceutico ha spostato il proprio focus verso biofarmaci, terapie avanzate e medicina personalizzata, con tecnologie come il sequenziamento di nuova generazione, la profilazione genomica e i trattamenti basati su biomarcatori che stanno assumendo un ruolo centrale nelle pipeline di sviluppo», spiega Price.

«Oncologia, terapie geniche e cellulari, vaccini e immunologia sono diventati ambiti prioritari, sostenuti da circa 100 centri di ricerca pubblici e ospedali di ricerca, oltre a centinaia di startup innovative nel campo delle scienze della vita, strettamente connesse alla ricerca traslazionale accademica».

I colli di bottiglia: fattori macroeconomici, complessità regolatorie e governance

Ma tanti sono anche i fattori che possono ostacolare questo tipo di operazioni. «Fattori macroeconomici, complessità regolatorie e di pricing, governance delle aziende o criticità esecutive come la proprietà intellettuale rappresentano possibili colli di bottiglia», afferma Price.

«Dal 2024 c’è stato un rallentamento delle operazioni nel settore sanitario italiano, a causa dell’aumento dei tassi di interesse, degli utili più deboli e di un accesso al credito più restrittivo, che hanno ridotto la propensione al rischio e la capacità di leva finanziaria. Inoltre molte Pmi delle scienze della vita sono ancora a conduzione familiare o fondate e gestite direttamente dai founder, con un livello limitato di managerializzazione, sistemi di reporting deboli e strutture di governance non sempre pronte per l’ingresso di investitori.

Nel biotech e nell’healthtech, invece, una proprietà intellettuale frammentata o poco chiara – tra licenze universitarie, retaggi del cosiddetto “privilegio del professore” e strategie brevettuali incoerenti – rappresenta un classico “dealbreaker”. Questo spesso emerge solo in fase avanzata di due diligence, comportando revisioni del prezzo o, in alcuni casi, l’abbandono dell’operazione da parte degli acquirenti».

«La pubblicazione della lista ha prodotto un grande riscontro da parte di aziende e operatori», conclude Price che annuncia: «saremmo lieti di entrare in contatto con founder, investitori, venture capitalist e professionisti del private equity italiani».

Le magnifiche 20 nel dettaglio

AAVantgarde Bio ha risolto uno dei limiti fondamentali della terapia genica: la capacità di carico dei vettori a virus adeno-associati (leggi qui l’intervista a Natalia Misciattelli).
Altheia Science è una società di terapia genica che punta alle cause alla radice delle malattie autoimmuni.

Il suo programma più avanzato, Immunostem, è focalizzato sul diabete di tipo 1.
Angiodroid ha sviluppato un dispositivo proprietario per l’iniezione di CO₂ destinato all’angiografia periferica, tecnologia che rappresenta un’alternativa più sicura ai mezzi di contrasto a base di iodio, che possono causare complicazioni nei pazienti con patologie renali.

BionIT Labs ha messo a punto una protesi di mano multi-articolata che utilizza un unico motore per muovere tutte e cinque le dita, tecnologia che consente alla mano di adattare automaticamente la propria forma all’oggetto da afferrare (leggi l’intervista a Giovanni Zappatore).

Corticale è specializzata nello sviluppo di dispositivi neuroelettronici impiantabili ad altissima densità.
Diadem è all’avanguardia nella rivoluzione dei biomarcatori ematici per le malattie neurodegenerative.
Echolight sta trasformando la diagnosi dell’osteoporosi grazie alla tecnologia REMS (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry).

GreenBone Ortho ha sviluppato una terapia per la rigenerazione ossea basata su scaffold biomimetici derivati dal bambù.

InnovHeart sta sviluppando un sistema per la sostituzione della valvola mitrale tramite approccio transcatetere trans-settale.

KaiMed crea strumenti che favoriscono una guarigione più rapida dei pazienti e ottimizzano i processi chirurgici per i clinici.

MMI (Medical Microinstruments) ha ideato una piattaforma robotica progettata per la chirurgia a cielo aperto e la microchirurgia (leggi qui l’intervista a Massimiliano Simi).

Newronika è una pioniera nella stimolazione cerebrale profonda (DBS) a circuito chiuso.
Paginemediche offre servizi di telemedicina e monitoraggio remoto dei pazienti.
Patchai ha sviluppato un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale dedicato ai pazienti coinvolti in studi clinici.

Qura è una piattaforma di prevenzione sanitaria basata sull’intelligenza artificiale. Intercetta il “territorio grigio” tra il benessere e la malattia (leggi qui l’intervista a Virginia Gambardella).

Resalis Therapeutics è specializzata nelle ricerche su terapie a base di RNA per il trattamento delle disfunzioni metaboliche. Il suo principale candidato per combattere l’obesità è RES-010, è un oligonucleotide antisenso (ASO) che prende di mira il miR-22 (leggi l’intervista a Riccardo Panella).

Serenis è un centro medico online che permette di scegliere tra psicologo, psichiatra coach e nutrizionista.
Sibylla Biotech utilizza una piattaforma proprietaria per la scoperta di farmaci basata sul PPI-FIT. Studia il ripiegamento delle proteine al fine di sviluppare piccole molecole con funzione di degradatori che interferiscono con questo processo.

Tensive ha perfezionato un’impalcatura biomimetica per trasformare la ricostruzione del seno dopo una lumpectomia.

Wise Srl sta sviluppando una nuova classe di elettrodi flessibili ed estensibili per la neurostimolazione.

Keypoints

La società di advisory finanziario con sede a Londra Nelson Advisors, specializzata in fusioni, acquisizioni, partnership e investimenti per società  di Digital Health, HealthTech ed Healthcare AI, ha pubblicato di recente il report “20 Future Italian HealthTech and MedTech Leaders”, che elenca le 20 aziende italiane considerate possibili target per operazioni di M&A

Secondo Nelson Advisors, le 20 aziende individuate in questo report stanno dettando il ritmo della trasformazione digitale della sanità europea.

Tre i motivi per i quali le aziende italiane delle scienze della vita risultano attraenti per le operazioni di M&A: 1) combinano una solida base scientifica a una significativa profondità industriale; 2) sono inserite in un mercato domestico ampio e sistemico (11% del Pil italiano); 3) rispetto al Nord Europa offrono, a fronte di un elevato livello di sofisticazione tecnica, una struttura dei costi più competitiva

Secondo il report, l’ecosistema italiano delle scienze della vita è passato da una base prevalentemente manifatturiera, caratterizzata da un insieme di produttori specializzati di alta qualità, a uno dei principali motori dell’innovazione medica europea

Il vero cambiamento riguarda la transizione verso una sanità “intelligente”: robotica chirurgica, terapie geniche, neurotecnologie e piattaforme di prevenzione basate sull’intelligenza artificiale

Possibili colli di bottiglia sono invece rappresentati da fattori macroeconomici, complessità regolatorie e di pricing, governance delle aziende o criticità esecutive come la proprietà intellettuale.

Source: https://www.innlifes.com/business/life-science-ita-startup-future-leaders/